“La La Land” di Damien Chazelle – Recensione

la-la-land-di-damien-chazelle-recensioneUna psichedelica esplosione di colori che fanno sognare, cantare, agitare sulla sedia con la voglia di ballare: questo l’inizio di “La La Land”, che subito ci ammalia nella dimensione del sogno di chi arriva nella terra dei sogni per eccellenza: Los Angeles. Dai primi trailer ce lo avevano venduto come un film romantico, sdolcinato ed era difficile capire come il regista di “Whiplash” potesse aver cambiato totalmente rotta rispetto all’opera prima che lo ha consacrato al successo; ma pian piano la vera natura di La La Land è emersa con i suoi colori autentici: non solo quelli della storia d’amore ma soprattutto quelli sfumati e opachi della nostalgia; con la sua anima da musical moderno e travolgente e soprattutto con i suoi toni chiaroscurali del sogno, una dimensione mai sdolcinata ma equamente controbilanciata dalla realtà. Insomma, tutti sono stati contagiati fin da subito da un’isteria generale fino a farlo diventare il caso dell’anno: i 7 Golden Globes appena vinti confermano che Damien Chazelle è riuscito in un impresa davvero notevole, unendo pubblico e critica in un’entusiasmo totale più unico che raro.

In “Whiplash” c’era Andrew, il giovane musicista che era convinto che lo scoglio amaro da superare fosse la scuola, con un insegnante impossibile e tanti rospi da ingoiare, una formazione vissuta nell’illusione che tutta quella fatica sarebbe stata ripagata dopo gli studi con una carriera brillante e, forse, meno frustrante. In “La La Land” è come se avessimo una sorta di capitolo secondo, abbiamo la versione cresciuta di Andrew che però ancora combatte: il sogno non si realizza, come direbbero gli americani, in a blink of an eye e tanto l’aspirante attrice Mia (Emma Stone) quanto il jazzista Sebastian (Ryan Gosling) si trovano a combattere con le frustrazioni che normalmente affliggono chi lavora nel mondo dell’arte, tra provini disastrosi, chiamate che non arrivano, porte sbattute in faccia, club e luoghi storici dell’arte che chiudono a causa di gusti delle masse e leggi del mercato disastrose.
La cosa bella è che però questo film non parla solo agli artisti, la storia dei due protagonisti è qualcosa in cui tutti possono riconoscersi, raccontandoci un sogno coloratissimo ma anche la sua naturale contropartita: Chazelle ci dice che se vuoi che i sogni si realizzino devi mettere in conto tanta fatica, delusioni, inversioni di rotta e improvvisazione, proprio come nel jazz suonato da Sebastian; e ancora più spesso, bisogna saper accettare che questi sogni cambino forma perché forse quella che avevamo immaginato all’inizio non era giusta per noi.

Ryan Gosling ed Emma Stone sono adorabili nell’affiatamento che li rende credibili in questa relazione amorosa ma anche artistica, nella quale si sostengono a vicenda perché i loro sogni si realizzino; sono anche belli, affascinanti e talentuosi nel ballare e cantare brani che sono già diventati dei tormentoni, ma non raggiungono quei livelli di eccellenza alla Ginger Rogers e Fred Astaire artisti ai quali molti li hanno (esageratamente) paragonati. Nel complesso La La Land è un film in cui 127 minuti scorrono velocemente e piacevolmente, anche se ci sono dei momenti in cui il regista indugia troppo, si perde, diventa un po’ noioso soprattutto quando cede eccessivamente alla china citazionista, alla nostalgia dei bei tempi andati, all’elogio della Hollywood degli anni d’oro, e anche se l’atteggiamento non è affatto ruffiano ma genuinamente sognante e nostalgico, il plauso di Hollywood per chi parla bene di lei non può certo tardare ad arrivare; le statuette agli imminenti Oscar lo confermeranno.

Titolo originale: La La Land
Nazione: U.S.A.
Anno: 2017
Genere: Musical
Durata: 127′
Regia: Damien Chazelle
Cast: Ryan Gosling, Emma Stone, J.K. Simmons, Finn Wittrock, Sonoya Mizuno, Rosemarie DeWitt, Josh Pence, Jason Fuchs
Produzione: Black Label Media, Gilbert Films, Impostor Pictures
Distribuzione: 01 Distribution
Data di uscita: 26 gennaio 2017